Mindfulness e altre creature fantastiche

Ormai negli ambiti relativi alla salute e al benessere di mente e corpo, capita spesso di incontrare il termine Mindfulness. Dal nostro punto di vista la pratica di Mindfulness rappresenta un’importante occasione per prendersi cura di sé e per scoprire (o riscoprire), attivare e coltivare quelle risorse e quelle dimensioni personali che ci aiutano a vivere in equilibrio, tasselli fondamentali nella costruzione del nostro Ben-Essere.

Scomodando la letteratura sappiamo che la pratica di Mindfulness ha radici antichissime e il termine è una delle traduzione della parola “Sati”, che nel canone Pali (insieme dei testi sacri al Buddhismo ) significa prima di tutto memoria e poi anche “attenzione consapevole” o “nuda attenzione” e ha origine etimologica nel verbo “Sarati” che vuol dire “ricordare, testimoniare” e che da memoria, nei vari passaggi delle lingue e delle filosofie orientali diventa lucidità, atto di presenza e allerta del pensiero e infine consapevolezza, richiamando quella capacità della mente di essere presente qui e ora.

Ecco che sembra prendere ancora più forma il significato profondo del termine, prendendo in prestito le parole di Jon Kabat Zinn, creatore del protocollo MBSR – Mindfulness Based Stress Reduction, con Mindfulness intendiamo quella “capacità umana fondamentale di apprendere, per porsi saggiamente nei confronti di tutto ciò che sta accadendo nel proprio vivere, permettendo lo sviluppo di un forte senso di connessione sia interiormente che esteriormente” (1990) o ancora “consapevolezza che emerge prestando attenzione, intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza momento per momento” (2003)

La buona notizia è che quando parliamo della consapevolezza di Mindfulness ci riferiamo ad un’attitudine umana universale quale l’intenzionale, non giudicante modalità di essere attenti, con la mente e con il cuore, all’esperienza del momento.

Le parole chiave della Mindfulness

Esperienza
Partendo dall’assioma che “la mappa non è il territorio”, quando parliamo di Mindfulness non possiamo basarci solo su spiegazioni teoriche, sui testi o sulle informazioni; diventa necessario incontrare la pratica, il vivere l’esperienza in prima persona; occasione per iniziare un vero e proprio viaggio di scoperta dentro e attraverso noi.
qui e ora

Abbiamo a che fare con una mente che per la sua genetica costituzione, dagli antichi, è definita “mente scimmia”. La principale abilità della mente scimmia è quella di saltare nel passato e nel futuro, evitando spesso di sos-stare nel presente. Ma, se ci domandassimo “dove avviene davvero il nostro vivere?”, la risposta sarebbe, per tutti, il qui e ora. Questo è , infatti, l’unico momento in cui posso essere vivo. Il rischio di seguire la nostra mente, saltellante nel tempo, è quello di non sapere mai dove siamo ma, soprattutto, di non essere mai dove siamo davvero, perdendo l’occasione di poter vivere pienamente.

Pratica

Esperienza va con la pratica. Quando parliamo di Mindfulness intendiamo quell’attitudine universale, presente in ognuno di noi, che ci permette di accompagnare la nostra consapevolezza al qui e ora. Una dimensione che, per quanto faccia parte del pacchetto “essere umano”, richiede allenamento e attenzione costanti, attraverso la proposta di esperienze e di differenti pratiche di consapevolezza.

Accorgersi

Spesso la pratica di Mindfulness e, in generale, la meditazione vengono confuse con la possibilità (a volte il desiderio) di azzerare i pensieri e di controllare o evitare le proprie emozioni. Tuttavia, l’attività della nostra mente è proprio quella di dare vita a pensieri, idee, opinioni , emozioni. Scegliere di praticare non crea il vuoto mentale, bensì offre l’occasione per accorgersi del proprio navigare tra le storie della mente, a volte per periodi molto lunghi. Accorgersi significa riportare, con gentilezza, la propria consapevolezza al momento presente concedendoci la possibilità di viverlo pienamente.

Non fare

Un tema che può suonare minaccioso in un’epoca in cui la lista dei “to do” è spesso così ricca e e il multitasking è considerato una dote. La scelta di prendersi uno spazio per sé è talvolta accompagnata da dubbi e sensi di colpa. La pratica di Mindfulness “sfida” l’atteggiamento comune del fare, o del “fare sempre di più”, offrendo ampio spazio all’essere e allo stare, invitando ad abitare il proprio presente, momento per momento, costruendo una possibile alternativa alla “comodità” del correre e del riempire il nostro tempo solo di mille cose da fare.

Amorevolezza

C’è un legame indissolubile tra mente e cuore, l’ideogramma cinese che traduce il termine mindfulness esprime appieno tale connessione: non c’è presenza della mente se non c’è presenza del cuore, non c’è mindfulness senza heartfulness. Praticare gentilezza e amorevolezza verso di sé, e gli altri per poter accogliere pienamente il momento presente.

I nostri percorsi di Mindfulness

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